Relazione sull’IVA nei trattamenti odontoiatrici estetici
1. Inquadramento normativo generale
L’applicazione dell’IVA in ambito sanitario in Italia è regolata principalmente dall’
art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/1972, che prevede
l’esenzione IVA per le prestazioni sanitarie di diagnosi,
cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie, soggette a vigilanza.
Tuttavia,
non tutte le prestazioni rese da un odontoiatra sono esenti: è fondamentale distinguere tra:
• Prestazioni sanitarie (esenti IVA).
• Prestazioni estetiche/non terapeutiche (soggette a IVA).
2. Principio generale: la finalità terapeutica
La
finalità terapeutica è il criterio principale per determinare se una prestazione odontoiatrica è esente da IVA. Tale principio è stato confermato anche dalla
giurisprudenza della Corte di
Giustizia dell’Unione Europea (sentenza causa C-91/12 PFC Clinic), secondo cui:
“Per beneficiare dell’esenzione IVA, la prestazione deve avere come scopo principale la tutela, il mantenimento o il ristabilimento della salute.”
Pertanto, se
l’unico scopo è estetico, l’esenzione non si applica, e la prestazione deve essere
assoggettata a IVA al 22%.
3. Trattamenti odontoiatrici estetici: casi specifici
3.1. Faccette dentali (veneers) Le faccette sono sottili gusci applicati ai denti anteriori per migliorarne l’aspetto.
•
Se motivate da esigenze funzionali o terapeutiche (es. copertura di gravi discromie patologiche, malformazioni congenite, traumi dentali):
esenti IVA.
•
Se richieste esclusivamente per fini estetici (miglioramento del sorriso, armonia del viso):
soggette a IVA al 22%.
3.2. Sbiancamento dentale
È tipicamente un trattamento
di miglioramento estetico del colore dei denti.
•
In assenza di patologie: soggetto a IVA al 22%.
•
Se legato a trattamenti post-trauma o disfunzioni cliniche (es. necrosi dentale): può essere considerato
esente IVA.
3.3. Filler labbra
I filler a livello del terzo inferiore del volto, inclusi quelli alle labbra,
non rientrano nelle prestazioni odontoiatriche con finalità terapeutiche.
•
Sempre estetici, anche se eseguiti da un odontoiatra:
soggetti a IVA al 22%.
4. Obblighi del professionista odontoiatra
• Il professionista deve
valutare caso per caso la finalità della prestazione e documentarla nella cartella clinica.
• È buona prassi ottenere una
dichiarazione del paziente sulla natura della prestazione.
• In caso di
prestazioni miste (sanitarie + estetiche), occorre una
distinta indicazione e separazione dei corrispettivi per evitare contestazioni.
5. Rischi e sanzioni in caso di errata applicazione IVA
• Se si fattura come
esente una prestazione che in realtà è imponibile, l’Agenzia delle Entrate può
recuperare l’IVA non versata, oltre a sanzioni e interessi.
• La responsabilità fiscale è del professionista, che deve essere
in grado di giustificare l’esenzione.
Conclusioni
• Le
prestazioni odontoiatriche con finalità esclusivamente estetiche (faccette per miglioramento estetico, sbiancamento cosmetico, filler labbra)
sono soggette a IVA al 22%.
• Solo le
prestazioni con comprovata finalità terapeutica o riabilitativa rientrano nell’esenzione IVA.
• È essenziale che il professionista mantenga
documentazione clinica chiara e una corretta gestione fiscale delle prestazioni offerte.
Riferimenti normativi e giurisprudenziali
• Art. 10, comma 1, n. 18 DPR 633/72.
• Circolare Agenzia delle Entrate n. 4/E del 28/03/2005.
• Sentenza Corte di Giustizia UE C-91/12 (PFC Clinic).
• Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 155/E/2004.
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