Il Decreto Sicurezza 2025 (DECRETO-LEGGE 11 aprile 2025, n.
48 recante) Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio,
nonché di vittime dell'usura e di ordinamento penitenziario.
(25G00060) (GU Serie Generale n.85 del 11-04-2025)
è entrato in vigore il 12 aprile 2025 e introduce diverse novità in materia di sicurezza pubblica in Italia.
Il decreto prevede l'introduzione di nuovi reati e l'inasprimento delle pene, con particolare attenzione al contrasto del terrorismo e
della criminalità organizzata. Il decreto introduce nuove fattispecie di reato, come la detenzione di materiale con finalità
di terrorismo, punita con la reclusione da 2 a 6 anni, e la diffusione online di istruzioni per compiere atti
violenti o sabotaggi (art. 270-quinquies.3 c.p.).
Rafforzati anche i controlli sui noleggi auto, che dovranno essere segnalati anche per i reati di mafia e criminalità organizzata.
Novità in materia antimafia
Cambia la disciplina della documentazione antimafia: il prefetto potrà, in casi eccezionali,
escludere temporaneamente alcune decadenze per evitare
che un imprenditore individuale perda ogni mezzo di sostentamento.
Le modifiche si estendono anche alla gestione e alla destinazione dei beni sequestrati e confiscati,
per garantire maggiore efficienza e trasparenza.
Sostegno rafforzato alle vittime di usura: nasce la figura dell’esperto.
L’art. 33 del Decreto Sicurezza 2025 prevede che gli operatori economici vittime del reato di usura, beneficiari dei mutui erogati ai sensi dell’art. 14
della legge 108/1996,
siano affiancati da un esperto incaricato di assisterli nel percorso di rilancio economico e reinserimento nel circuito
legale.
Proteste e manifestazioni, rivolte negli istituti penitenziari e nei centri per migranti
È stato introdotto il nuovo reato di “rivolta” in carcere (art. 415-bis c.p.) e nei centri di trattenimento per migranti (art. 14, co. 7.1 del T.U. immigrazione):
- Reclusione da 1 a 5 anni (carcere) o 1 a 4 anni (Cpr) per chi partecipa con violenza, minaccia o resistenza all’autorità.
- Fino a 18 anni di reclusione se la rivolta provoca morte o lesioni gravi.
- Pene più alte per chi organizza o guida la rivolta.
- È punita anche la resistenza passiva se impedisce l’azione degli agenti
- Pene più severe per chi partecipa a rivolte nei centri di trattenimento per migranti, con reclusione fino a 18 anni nei casi più gravi.
Semplificate anche le procedure per costruire nuovi centri.
Proteste su strada e blocchi ferroviari
L’art. 14 del decreto trasforma in reato (prima era solo un illecito amministrativo) l’impedimento alla libera circolazione su strada o ferrovia:
- Reclusione fino a 1 mese o multa fino a 300 euro.
- Se il blocco è organizzato da più persone riunite: reclusione da 6 mesi a 2 anni.
Lotta all’accattonaggio e alla truffa
Si inaspriscono le pene per chi impiega minori nell’accattonaggio (fino a 5 anni di reclusione) e per le truffe commesse in aree pubbliche o su mezzi di trasporto.
La truffa con l’aggravante dell’abuso di minorata difesa sarà ora punibile con arresto in flagranza.
Stretta sulla cannabis light
Novità anche sul fronte della cannabis: vietata la vendita e il consumo di infiorescenze,
anche se a basso contenuto di THC, salvo specifiche eccezioni per fini professionali o produttivi.
Carcere e tutela dei minori
Modificata la disciplina sulle detenzioni di madri con figli piccoli: la custodia in carcere sarà ammessa solo in istituti con misure attenuate.
Previsti anche incentivi all'apprendistato per i detenuti e semplificazioni per l’accesso al lavoro esterno.
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