Dopo la forte impennata dell’inflazione tra la fine del 2021 e il 2022 è aumentata la consapevolezza che lasciare liquidità sul conto corrente significa erodere
il proprio potere di acquisto. È bene quindi trovare delle forme di impiego che puntino ad avere una remunerazione che competa con l’inflazione.
Nella pianificazione finanziaria si può pensare di suddividere i propri risparmi in tre cassetti mentali. Quello in cui mettiamo le somme da destinare agli imprevisti,
poi un cassetto per le spese programmate (auto, vacanze, ecc.) e infine un cassetto per un vero investimento di lungo periodo magari anche connesso al tema pensionistico.
Per gli imprevisti si può pensare di accantonare in strumenti del mercato monetario a bassa volatilità, per le spese programmate nel mercato obbligazionario con
un orizzonte temporale definito e da ultimo nel mercato azionario per il lungo periodo.
Per ogni esigenza finanziaria c’è una soluzione e con il supporto di un consulente finanziario è possibile individuare le più adeguate per se.
Il giusto equilibrio tra le tre componenti, in abbinamento al profilo di rischio del cliente permette di creare il proprio asset finanziario.
Nel corso delle prossime newsletter cercherò di offrire un’ampia panoramica su temi quali i piani di accumulo,
i fondi pensione, ma anche su strumenti di investimento come etf, fondi, obbligazioni e azioni.
Su quest’ultime, notoriamente ritenute come più rischiose, vorrei fare subito una considerazione
per riagganciarmi a quanto detto sopra che un orizzonte temporale di lungo periodo ben si coniuga con il mercato azionario.
Guardando il grafico sottostante si può affermare che il mercato azionario è efficiente e anche estremamente sicuro nel lungo termine.
La probabilità di andare incontro ad una perdita è statisticamente molto bassa già dai 10 anni di permanenza sul mercato,
per annullarsi al passare del tempo. Ma già dopo 5 anni l’89% dei casi presenta un andamento positivo (fonte Creative Planning, Bilello Blog, 2024).

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