Conosciamo le nostre emozioni
L’imbarazzo
Tutte le teorie psicologiche delle emozioni ammettono o sottolineano che le
reazioni emotive hanno una funzione adattativa per l’individuo e per la specie.
In questo senso se alle emozioni considerate fondamentali – quali
felicità, tristezza, paura, rabbia, disgusto – si attribuiscono funzioni e scopi
evolutivi semplici – quali mantenere i legami affettivi con le figure di
attaccamento, segnalare l’esistenza di pericoli, difendersi dagli attacchi e
dalle circostanze pericolose – alle emozioni più complesse si attribuiscono
funzioni maggiormente evolute e connesse alla formazione della
consapevolezza di se stessi e alla regolazione delle proprie relazioni con gli altri.
Da questo punto di vista, l’imbarazzo è
una tipica emozione sociale
fortemente connessa
alla percezione che ciascuno di noi ha di se stesso e
delle sue caratteristiche in relazione agli altri.
In termini di vissuti emotivi,
per imbarazzo si intende uno stato più o meno
intenso e di durata variabile (da pochi secondi a pochi minuti) che si
manifesta esclusivamente in una situazione sociale, caratterizzato da
modificazioni psicofisiologiche e manifestazioni comportamentali esprimenti disagio.
Perché ci si imbarazza?
Tutti gli studiosi, siano essi sociologi, antropologi o psicologi, concordano nel
legare strettamente il vissuto dell’imbarazzo ad
eventi che mettono in crisi
l’immagine pubblica dell’individuo e nel connettere tale vissuto emotivo al
qui e ora, quindi al presente e al luogo dell’azione: infatti perché si origini è
necessario che sulla scena siano presenti chi si imbarazza e chi causa o assiste all’imbarazzo.
Da questo punto di vista
non c’è un imbarazzo privato, né un imbarazzo
prospettivo o retrospettivo. Un altro punto d’accordo tra gli studiosi è l’aver
rilevato come spesso
le situazioni che generano imbarazzo sono quelle in cui
mancano norme esplicite di comportamento, quelle dove non è ben chiaro
quali siano le norme comportamentali più adeguate o socialmente accettate.
Un esempio tipico è quello in cui ci si trova in due in un ascensore: non si sa
mai bene quali atteggiamenti o comportamenti tenere e questo sovente
genera imbarazzo. Un altro modo per dar ragione dell’imbarazzo è quello di
considerarlo come sanzione per una regola sociale violata o in pericolo.
Secondo Castelfranchi, invece, il nucleo dell’imbarazzo consisterebbe in una
perdita, avvenuta o temuta e comunque momentanea, della propria
autostima situazionale: è il caso ad esempio di una persona in genere agile,
che in una particolare circostanza e di fronte ad altri si è mostrata goffa e impacciata.
Le condizioni che normalmente devono essere presenti perché insorga l’imbarazzo sono:
-
la consapevolezza che un proprio comportamento è regolato da norme sociali,
-
la presenza di un pubblico e in particolare il sentire su di sé l’attenzione degli altri,
-
desiderio di conformarsi alle norme e il timore di infrangerle,
-
l’insicurezza sulle proprie capacità e quindi la paura di perdere la faccia davanti agli altri.
Quando ci si imbarazza?
Quali sono le situazioni nelle quali è più facile imbarazzarsi? Non esiste una
risposta univoca a questa domanda perché molto dipende da quali sono i
valori, le regole che ciascuno ha e soprattutto dall’immagine che di noi stessi
abbiamo e che desideriamo preservare davanti agli altri. Tuttavia è possibile
individuare alcune situazioni nelle quali più che in altre è possibile provare imbarazzo.
In genere queste situazioni sono connesse ad
un fallimento in pubblico, alla
contraddizione fra le richieste di ruoli diversi, alla perdita del contegno o
del controllo del proprio corpo, all’intimità fisica ed emotiva.
Inoltre esistono situazioni nelle quali siamo imbarazzati
per l’imbarazzo di
qualcuno che ci è vicino, oppure circostanze nelle quali noi lo sperimentiamo
al posto di qualcun altro.
Altra situazione che spesso genera imbarazzo è l’essere
oggetto di lodi o di
attenzione o il venir insigniti di premi. In questo caso l’imbarazzo si genera
non tanto per la situazione di per sé positiva quanto per il timore o la
sensazione di dover subire ulteriori valutazioni e quindi di non dimostrarsi
all’altezza della situazione.
Cosa ci succede quando siamo imbarazzati?
Le manifestazioni comportamentali tipiche dell’imbarazzo, quali il rossore,
l’irrequietezza motoria, le alterazioni della voce, oltre a segnalare agli altri lo
stato emotivo in cui ci si trova,
agiscono come causa ulteriore d’imbarazzo.
Si tratta di un rinforzo circolare che opera per l’imbarazzo più che per ogni altra emozione.
A livello comportamentale, l’imbarazzo si esprime
soprattutto con il distogliere lo sguardo dall’interlocutore, abbassandolo o
deviandolo su punti dello spazio per nulla interessanti; la postura può essere
o estremamente rigida con pochissimi movimenti o al contrario presentare
movimenti irrequieti di braccia, gambe, mani e continui cambi di posizione.
Inoltre quando ci si sente imbarazzati si mettono in atto dei comportamenti
tesi ad allentare la tensione emotiva, quali toccarsi ripetutamente i capelli o
giocherellare con piccoli oggetti. Anche il linguaggio delle persone
imbarazzate si modifica. La voce diventa stridula, con tonalità irregolari,
spesso si balbetta o si incespica, il volume della voce si alza e/o si abbassa
rispetto alla propria norma, si fanno insoliti errori di grammatica, vi sono
esitazioni, false partenze, lunghe pause tra una parola e l’altra.
A livello psicofisiologico il segnale caratteristico dell’imbarazzo è l'arrossarsi in modo
repentino del viso e del collo fattore dovuto ad una vasodilatazione
periferica; il battito del cuore rallenta (anche se spesso si pensa che aumenti),
la temperatura corporea si innalza o ha degli sbalzi, i vasi sanguigni si
dilatano, aumenta la tensione muscolare, la respirazione si fa irregolare, si
suda di più e la motilità gastrica così come la secchezza delle fauci aumentano.
Ci sono persone che si imbarazzano più di altre?
In genere si imbarazzano più facilmente le persone che tendono da un lato, a
sopravvalutare l’importanza e la severità del giudizio degli altri, dall’altro a
sottovalutare le proprie capacità; spesso si tratta di persone che hanno una
forte consapevolezza di sé e del proprio modo di apparire in pubblico, di
persone che hanno livelli di aspirazioni più alti della media e che presentano
una grande capacità empatica. Rispetto alla facilità con cui ci si imbarazza,
non sembra ci siano differenze significative tra uomini e donne, anche se le
donne sembra si imbarazzino più facilmente per il doversi esibirsi in pubblico
e per l’intimità fisica, mentre gli uomini si imbarazzano di più per questioni
legate al proprio prestigio economico e professionale.
Ci si può rivolgere ad uno psicologo quando queste difficoltà diventano
persistenti, croniche e limitano la vita sociale e lavorativa della persona.