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IL DIGIUNO È PERICOLOSO? IL PARERE DELLA NUTRIZIONISTA
Ultimamente sul web girano molte notizie sulla pericolosità del digiuno. Frasi come “si annebbia la mente”,
“si riduce la fertilità”, o addirittura “si rischia di morire per malore improvviso” sono totalmente false
quando si parla di digiuno terapeutico. Certamente il digiuno terapeutico, sia esso totale o intermittente,
dovrà essere seguito da un biologo nutrizionista o da un medico esperto. Perciò, è fortemente sconsigliato
il fai-da-te. Tuttavia, i benefici in termini di salute che si possono ricavare dal digiuno terapeutico non sono
eguagliabili da altre diete. Basti pensare che la pratica del digiuno ha un’origine molto antica: popoli
primitivi lo hanno sempre praticato come rito di guarigione o caratterizzato da un significato religioso.
L’uomo, così come gli altri animali, ha un corpo che si è evoluto anche per affrontare periodi di carestia più
o meno lunghi. Il surplus di cibo sempre costante e abbondante invece, non sarebbe poi così naturale.
Così, il nostro organismo necessita di un periodo di riposo
anche dal cibo, per potersi ripulire e funzionare al massimo della potenza, favorendo il benessere.
Cos’è il digiuno intermittente?
Tra i vari tipi di digiuno terapeutico, vi parlerò del più semplice, ma anch’esso estremamente efficace: il
digiuno intermittente. Esso, diversamente dal digiuno totale, prevede delle finestre di tempo in cui è
permessa l’alimentazione, per cui è estremamente flessibile e compatibile con la giornata lavorativa e con
la vita di tutti i giorni, comprese le uscite con gli amici. In generale, esso prevede l’astensione dal cibo per
un tempo superiore alle 12 ore e una lieve riduzione dell’apporto calorico. Esistono varie forme di digiuno
intermittente. Le più comuni sono:
- 2-3 giorni a settimana, consecutivi o alternati con finestra di alimentazione di 6-8 ore (16-18 ore di digiuno)
- 5 giorni al mese consecutivi con finestra di alimentazione di 6-8 ore (16-18 ore di digiuno)
- Pattern 5:2, che prevede due giorni a settimana di digiuno per 24h o severa riduzione calorica,
abbinato a cinque giorni di consumo ad libitum
La finestra di alimentazione in genere va dalla mattina al primo pomeriggio, ma può essere invertita e
andare dal tardo pomeriggio alla sera. Un esempio di digiuno intermittente noto a tutti e molto diffuso è il Ramadan.
Numerosi studi hanno dimostrato la validità del Ramadan nella prevenzione del rischio cardiovascolare e del diabete.
I benefici del digiuno terapeutico
Sempre più studi stanno dimostrando che il digiuno terapeutico, sia esso totale o intermittente, apporta
notevoli benefici per la salute, che vanno dalla prevenzione primaria (tra cui una disintossicazione profonda
dai farmaci) alla terapia di patologie su base infiammatoria, degenerativa e neoplastica (in associazione a
terapie specifiche). Il digiuno arriva dove non arrivano altre diete. Il digiuno è il più potente fattore di
stimolo dell’autofagia e della produzione dell’ormone della crescita (principale ormone della longevità),
ma nello stesso tempo riduce drasticamente l’infiammazione cronica.
Tra gli effetti positivi più evidenti vi sono quelli sul sistema cardiocircolatorio: agisce in breve tempo
sull’ipertensione arteriosa, sul colesterolo in eccesso, sulla ritenzione idrica e salina, sull’iperglicemia e
sull’insulino-resistenza e sull’obesità. Il digiuno ha inoltre un effetto antinfiammatorio e fluidificante sul
sangue. Il digiuno apporta notevoli benefici anche per molte altre patologie: malattie respiratorie,
endocrine e metaboliche, reumatiche e immunologiche, neurologiche (come morbo di Alzheimer e
Parkinson), psichiatriche (tra cui insonnia, depressione e disturbi d’ansia), malattie dell’apparato digerente,
malattie renali e delle vie urinarie, ginecologiche, malattie della cute, malattie infettive e malattie ematologiche.
Di fatto, le potenzialità del digiuno sono immense. Esse sono poco conosciute soltanto perché gli studi
scientifici in merito sono relativamente recenti e in continua crescita.
Quindi, il digiuno può essere praticato dalla persona sana con il solo fine di ridurre lo stress, recuperare le
energie e ritardare l’invecchiamento favorendo la longevità. Tuttavia, è nella persona malata che il digiuno
esprime tutto il suo potenziale curativo, portando anche alla riduzione o eliminazione di alcuni farmaci.
In altre parole, il digiuno permette di liberare a livello cellulare le capacità di auto-guarigione presenti nel nostro DNA e nel nostro microbioma.
Quindi il digiuno terapeutico è sicuro?
Il digiuno terapeutico è un metodo dietetico sicuro ma, come per altre diete, per essere efficace e non deleterio,
deve necessariamente essere seguito da un biologo nutrizionista o da un medico esperto. Esso è
controindicato solo in pochi casi: nei bambini, nelle donne in gravidanza o in allattamento e nelle persone
che soffrono di insufficienza renale o epatica. In qualsiasi altro caso, il digiuno terapeutico può dirsi
assolutamente sicuro e adattabile al singolo individuo nell’ottica di una dieta personalizzata. Non vi è
rischio di andare incontro a carenze nutrizionali perché, l’organismo possiede ampie scorte di grassi e
quindi di energia, nonché scorte di vitamine e oligoelementi. Se il digiuno è praticato in modo adeguato, le
scorte verranno ben utilizzate e si otterranno i massimi benefici per l’organismo, attraverso la combustione
di un carburante pulito. Così con il digiuno si avrà:
- stabilità energetica
- marcata riduzione del senso di fame
- stabilità psichica
Il digiuno terapeutico allunga la tua vita, ti cura, alleggerisce il tuo stress. Tutto ciò, riducendo il senso di fame e le dipendenze alimentari.
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