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Dott.ssa Ramona Gervasoni
PSICOLOGA
Mi chiamo Ramona Gervasoni e sono laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche e Psicologia Clinica c/o l’Università di Bergamo.
Sono iscritta all’albo degli Psicologi della regione Lombardia con il N° 23282.
Durante gli anni della mia formazione ho avuto modo di sperimentarmi in diversi ambiti
della Psicologia poiché ho sempre voluto, attraverso l’esperienza diretta, apprendere nuovi
strumenti che potessero aiutare le persone nei momenti delicati della propria vita.
Ad oggi ho uno studio a Dalmine dove ricevo privatamente, collaboro con altri professionisti della salute e con associazioni.
Nel mio percorso formativo ho approfondito la Psicologia Perinatale, che si occupa di promuovere e tutelare la salute
di mamma e bambino nel periodo intorno alla nascita.
Nell’ambito della Psicologia Perinatale mi occupo di accompagnamento psicologico alle coppie con problematiche di fertilità,
mentre nel post partum mi occupo di maternity blues, depressione post partum, lutto prenatale e perinatale.
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"LA VITA NON È QUESTIONE DI COME SOPRAVVIVERE ALLA TEMPESTA, MA DI COME DANZARE NELLA PIOGGIA.”
K. GIBRAN
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Orientamento terapeutico
L’orientamento integrato che seguo mi permette di utilizzare tecniche evidence-based diverse per ogni paziente che incontro.
Dalla narrazione che il paziente mi riporta in terapia, viene compreso il modo in cui il paziente fa esperienza di sé e,
pertanto, il modo in cui egli stesso si pone emotivamente rispetto a sé e al mondo.
Il lavoro di ricostruzione degli eventi permette di dare al paziente
un nuovo significato all’esperienza di sé, di creare nuove possibilità e di attuare nuove strategie più funzionali,
intervenendo su pensieri automatici negativi e sugli schemi cognitivi disfunzionali, allo scopo di regolare
emozioni dolorose e interrompere cicli disfunzionali che mantengono attiva la sofferenza.
Orientamento terapeutico
L’orientamento integrato che seguo mi permette di utilizzare tecniche evidence-based diverse per ogni paziente che incontro.
Dalla narrazione che il paziente mi riporta in terapia, viene compreso il modo in cui il paziente fa esperienza di sé e,
pertanto, il modo in cui egli stesso si pone emotivamente rispetto a sé e al mondo.
Il lavoro di ricostruzione degli eventi permette di dare al paziente
un nuovo significato all’esperienza di sé, di creare nuove possibilità e di attuare nuove strategie più funzionali,
intervenendo su pensieri automatici negativi e sugli schemi cognitivi disfunzionali, allo scopo di regolare
emozioni dolorose e interrompere cicli disfunzionali che mantengono attiva la sofferenza.
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