Di cosa devi preoccuparti per avere un’adeguata nutrizione sportiva?
Se dovessi pensare all’elemento più importante nella costruzione di un adeguato piano nutrizionale per un
atleta (di qualunque livello), di sicuro sceglierei il “senso di priorità”. Se dovessi indicare ciò che spesso manca
nella nutrizione sportiva fai da te, indicherei ugualmente il “senso di priorità”.
All’interno di uno schema immaginario che definisce un’adeguata nutrizione sportiva, ci sono senza dubbio
alcuni aspetti più importanti di altri, e questa scala di centralità è definita essenzialmente dal modo in cui
un’azione dietetica ha la capacità effettiva di influire sulla nostra performance. In altre parole, quando mi
trovo nel mio ambulatorio ad elaborare uno schema nutrizionale, la domanda che in primis devo pormi è:
“Intraprendendo questa strada, il mio assistito migliora i suoi tempi, o compie solo un esercizio di stile?”
Parliamo in modo pratico.
L’azione nutrizionale sempre primaria è identificare il quantitativo calorico giornaliero/settimanale. Pensate
alla vostra autovettura. Non preoccuparsi del totale energetico, ma solo dei vari elementi accessori (seppur
importantissimi anch’essi), equivale a comprare le migliori spazzole dei tergicristalli, il miglior olio, i migliori
pneumatici, dimenticandosi di fare il pieno. Non ascoltate chi dice che le calorie non contano. Mettere questo
in dubbio significa criticare le leggi fisiche su cui il nostro mondo si basa, è stupido.
Una volta identificato il contenuto calorico, che è mutevole a seconda delle fasi dell’anno e degli obiettivi,
bisogna decidere come quest’energia sarà fornita. Carboidrati, proteine, grassi. 3000 calorie possono essere
fornite tramite un approccio “high-carb”, “low-carb”, “keto”, “40-30-30”, e in mille altri modi. Ovviamente,
certe scelte sul come permettono uno svolgimento molto più adeguato di certe attività piuttosto che altre.
Tornando all’autovettura, è poco furbo fare il pieno ma del carburante sbagliato.
Definito quanto e come, bisogna scegliere la qualità. Credetemi. Vedo innumerevoli piani nutrizionali perfetti
dal punto di vista dietetico-sportivo, ma pessimi dal punto di vista salutistico. Il nostro organismo è una
macchina che lavora splendidamente, a patto che riceva vitamine e sali minerali in dosi corrette.
Solo a questo punto si può pensare al timing di assunzione e digestione. Con timing si intende essenzialmente
il fornire tempistiche adeguate affinché il nostro esercizio fisico cominci nella miglior condizione energetica
possibile. Il timing è importantissimo, ma un piano nutrizionale col timing migliore possibile basato su
presupposti di quantità e qualità non adeguati è il miglior esempio del guardare il dito e non la luna.
In ultimo, la supplementazione e l’integrazione. Gli integratori sono utilissimi, veri e propri aiutanti a ricercare
quel quid in più, a patto che siano supportati da un contesto valido. Il “cibo vero” determina il 95% della vostra
capacità energetica quando fate sport, la supplementazione solo il restante 5%. Come avrete di sicuro notato,
il marketing e l’industria fanno intuire l’esatto opposto. Non sono un negazionista dei supplementi, li utilizzo
spessissimo con i miei atleti, rimarco solamente la loro posizione nella nostra scala delle priorità.
Abbiamo quindi definito come mettere i possibili interventi nutrizionali in un ordine di importanza. Non è
facile, ciascuno di questi aspetti richiede tempo, ma una volta messo tutto in fila si riesce a notare quello
straordinario beneficio di sensazione che una corretta nutrizione è in grado di donare al nostro allenamento.
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