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OSTEOPATIA NEONATALE
Osteopatia neonatale: quando è indicata?
Le indicazioni più frequenti al trattamento osteopatico del neonato sono:
- plagiocefalia (deformazione del capo che compare nelle prime settimane di vita, a seguito anche dell’indicazione a porre il neonato assolutamente in posizione supina)
- torcicollo miogeno
- traumi perinatali (frattura della clavicola, traumi da parto, cefaloematoma)
- alterata postura della testa e del collo nelle prime settimane di vita, come la rotazione preferenziale del capo da un lato o la difficoltà alla suzione durante l’allattamento
- piede torto
- coliche gassose
- difficoltà di suzione
- disturbi del sonno
- reflusso gastroesofageo
- irritabilità e sovra eccitamento
- stitichezza
Le tecniche dell’osteopatia neonatale
La medicina osteopatica adotta un approccio multidisciplinare che integra la sua attività con quella di medici specialisti (neonatologi e pediatri) utilizzando diverse tecniche:
- strutturali: finalizzate a restituire mobilità alle strutture articolari secondo i fisiologici assi di movimento. La manipolazione articolare, corretta e precisa, modifica l’informazione neurologica che parte dal segmento corporeo trattato ripristinandone la corretta trasmissione
- viscerali: finalizzate a ridare mobilità ed elasticità alle strutture muscolari e legamentose che sostengono e connettono gli organi allo scheletro
- craniali: indirizzate a ripristinare una buona mobilità delle articolazioni e delle suture del cranio
In cosa consiste la visita?
La prima visita osteopatica prevede una valutazione iniziale per vedere eventuali asimmetrie craniche o posturali, dopo verranno effettuati test di mobilità attiva e passiva.
Il tocco dell’osteopata è molto delicato in modo che riesce a percepire aree di tensione o limitazione funzionale.
Ogni tecnica si adatta al bambino ed è specifica per il suo problema. In genere viene richiesta anche la valutazione del pediatra in modo che il trattamento è più specifico.
Quando portare il bambino dall’osteopata?
L'osteopata può agire fin dalle prime settimane di vita del neonato, anzi più i bambini sono piccoli e più potenzialmente possono rispondere bene e in tempi rapidi al trattamento osteopatico che è indicato comunque in tutte le fasi della crescita.
L’osteopatia non prevede l’uso di farmaci e, se ben applicata, non comporta effetti collaterali: quindi è adatta ai pazienti di ogni età. I neonati e i bambini piccoli sono creature con un corpo in divenire: hanno strutture muscolo-scheletriche più elastiche, non ancora del tutto ossificate, e accettano più facilmente la guida delle mani dell’osteopata verso il riequilibrio della struttura.
Da un certo punto di vista, questo la rende anche un ottimo metodo di pura prevenzione, in grado non solo di curare i disturbi caratteristici dell’infanzia, ma anche di prevenirne molti altri tipici dell’adolescenza e dell’età adulta, come scoliosi, difficoltà di attenzione e posture scorrette, che di frequente causano dolorosi mal di schiena.
Quante sedute sono necessarie?
In genere, come per gli adulti, sono necessarie 3 sedute ravvicinate a distanza di una settimana, poi si va ad allungare la tempistica. Il numero delle sedute non si può standardizzare per ogni paziente ma, va in base a come reagisce il paziente al trattamento.
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