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Dr Gervais è uno degli psicologi della performance più quotati degli Stati Uniti. Ha lavorato con gli sportivi e i CEO più importanti del mondo. Da qualche anno tiene un podcast seguitissimo che si chiama Finding Mastery, in cui vanno ospiti personaggi come Arianna Huffington o Luke Walton, allenatore dei Los Angeles Lakers.

In decenni di ricerche ed esperienze sul campo ha scoperto che alla fine della fiera, le persone che fanno la differenza, non importa in quale campo lavorino, hanno tutte quante una singola dote che le accomuna tutte: la capacità di reagire correttamente ai fallimenti.

Che p*lle, tu dirai. Infatti, lo dico anche io.

L’abbiamo già sentita questa storia. La cosa ben più interessante che ha scoperto Gervais è che i grandi performer si distinguono dagli altri per uno stile di vita che li porta quasi a volerli cercare questi fallimenti.

O se non cercare, diciamo quantomeno, renderli possibili, e sublimabili.

Quindi, prima di domandarci se un nostro progetto o obiettivo potrebbe realizzarsi o meno, conviene chiederci, ci sto già provando? Mi sono già messo fuori dalla zona di comfort?

Se la risposta rimane "no" per qualche mese, significa che ho già perso prima di iniziare.

È un po’ come far parte di un club a livelli, una loggia massonica ;)

Se non fai parte del livello 1, cioè quello di "chi ci prova", non potrai mai far parte del livello 2, quello "di chi fallisce".

E se non farai parte del livello 2, non potrai mai far parte del livello 3, quello "di chi vince".

E-a-s-y.

Chi fa già parte del livello 2, avrà certamente interesse a sapere che Dr Gervais ha poi divulgato i 5 trucchi che tutti i grandi performer usano, chi consciamente e chi no, per reagire velocemente e in maniera costruttiva ai fallimenti che precedono le grandi vittorie:

1. Cercare il positivo nel negativo. Invece di focalizzarsi sulla commiserazione, i top performer, anche quando perdono, sanno sempre trovare il lato positivo. Come la famosissima surfista Bethany Hamilton che a 13 anni è stata attaccata da uno squalo che le ha portato via un braccio. La sua storia è raccontata nel film Soul Surfer del 2011. Invece di smettere, dopo 30 giorni dall’incidente, era già sulla tavola, tutta felice per avere ancora 5 centimetri di osso sotto la spalla. Meglio che zero.

2. Non cadere nella trappola dell’isolamento. Studiando i recuperi prodigiosi degli sportivi dopo gli infortuni, Gervais ha notato che c’era una correlazione chiarissima tra la velocità di recupero e il tipo di sport. Negli sport di squadra o quantomeno negli sport dove ci fosse un vero Team, questo avveniva, in media, più velocemente. Proprio per questo insistiamo sempre nel guardare ai nostri obiettivi sempre come un’opportunità per costruire una nuova squadra. Ecco perché, non appena è stato possibile, sono tornato ai corsi in presenza, per stare con le persone.

3. Etichettare le emozioni. Il Taofitness è un percorso di sviluppo fisico ed interiore non a caso. Dobbiamo essere Maestri del nostro Sé. In parole semplici, mettere etichette ai nostri stati d’animo, per comprendere che sono solo vestiti che possiamo decidere o meno di indossare.

4. Scoprire il tesoro della nostra molteplicità. Per semplificare i rapporti umani e persino il rapporto con noi stessi, tendiamo sempre a identificarci con una "riduzione" di noi stessi: "Ciao sono Gennaro, sono consulente presso Pincopallo", "Ciao sono Stefania, faccio la fisioterapista". Questo è il principio della fine. Quando le cose vanno storte, se ci siamo sempre visti come solo "quella cosa lì", a fallire non sarà più un nostro progetto, ma tutta la nostra persona. E non è mai così. Coloro che si rialzano e tornano più forti sono coloro che approfittano delle battute d’arresto per attingere ad altre sub-identità. Ne abbiamo tante, tutti.

5. Sticavoli del "come", conta solo il "perché". Senza una ragione profonda, non egoica, non si compiono i miracoli. Dr Gervais ha notato come le persone che sembrano immuni all’arrendevolezza abbiano tutte un ultimo importantissimo tratto comune: non si rialzano per se stessi, ma per una causa superiore. Dare un futuro dignitoso ai propri figli, lottare contro un’ingiustizia, progredire spiritualmente per diventare persone migliori, lasciare un mondo (o anche solo un quartiere della nostra città) migliore di come lo avevano trovato. Più è alto e nobile il "perché", più veloci e stupefacenti sono le ripartenze.

Per imparare a fare tutto questo spontaneamente c’è un metodo e si chiama Taofitness

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