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ti sei mai chiest* qual è la differenza tra piacersi e amarsi?
Sono due cose ben diverse.
C’è chi si piace e si apprezza, ma fino ad un certo punto: basta infatti qualche chilo di troppo, un obiettivo mancato o qualcosa che non ha soddisfatto le aspettative (proprie o altrui) per far crollare tutto e nutrire solo parole di odio e disprezzo nei confronti di sé.
C’è invece chi si ama in silenzio e decide di fare un percorso di miglioramento e cambiamento fatto di piccole azioni quotidiane, che da fuori possono risultare quasi impercettibili.
È molto difficile, ad un occhio esterno, comprendere chi davvero si ama e chi, invece, cerca a tutti i costi di piacere, a scapito di non amarsi (sembra un paradosso, eppure è così!).
Ma quello che posso affermare con certezza è che un VERO cambiamento sostenibile deriva sempre da una base di amore e di accettazione verso se stessi, a prescindere da qualunque condizione.
Da anni mi occupo di allenamento, del rapporto che abbiamo con il corpo e del modo di migliorarlo.
Il corpo ha una propria lingua e leggi specifiche: se non impariamo a parlare questa lingua e conoscere le sue leggi, diventeremo il nostro peggior nemico.
Se da una parte abbiamo un insieme di schemi mentali legati al nostro corpo, inefficiente, dall’altra spesso abbiamo una serie di percezioni sbagliate sul futuro e sul presente dei nostri risultati in palestra e nella vita: tendiamo a sottovalutare i benefici a breve termine e a sopravvalutare le aspettative nel lungo termine.
Spesso lasciamo la cura del nostro corpo al caso, non ne abbiamo padronanza, forse perché siamo spaventati dalla responsabilità di farcene un carico.
Per una persona che vuole perdere peso e si misura sulla bilancia tutti i giorni e apparentemente non vede risultati, senza prendere coscienza di se stessa, non può e non deve causare incubi.
La tensione e lo stress che si creano a causa di un’inadeguata gestione del proprio corpo, che provoca quella sensazione di "non piacersi mai abbastanza", è il modo migliore per perpetrare decisioni sbagliate che peggiorano ulteriormente la situazione e aumentano lo stress.
Di conseguenza, possono insorgere più facilmente malesseri che a loro volta ci impediscono di portare movimento, di essere meno lucidi, procurando più pensieri depotenzianti verso noi stessi. Si attiva così la spirale della rovina e ci sembra di essere un criceto che corre sulla ruota.
La domanda sorge spontanea in questa situazione: "Perchè continuo a farmi il mazzo, seguire diete, assumere integratori, ma la situazione non si sblocca?"
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