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CASA DOLCE CASA...

Evoluzione del mercato immobiliare e nuove riforme


Immagine di una villetta
Investire in immobili viene da sempre considerato, in Italia, un modo sicuro e stabile per impiegare i risparmi... ma siamo proprio sicuri che questa credenza corrisponda alla realtà, ma soprattutto che possa rappresentare una buona idea anche per il futuro, alla luce del diverso stile di vita, del tessuto sociale e della fiscalità già presente e soprattutto di quella che si appresta a focalizzarsi sul PATRIMONIO IMMOBILIARE ?

Il debito pubblico era già abbastanza alto prima della Pandemia ed i nuovi debiti che ci accingiamo ad accollarci, per uscirne fuori al più presto, dovrebbero mettere in guardia e farci quantomeno riflettere.
Se ci fosse bisogno di dare un “aiutino” allo Stato quale sarebbe il posto più facile dove attingere?

Certo, dal dopoguerra l’acquisto di immobili si è rivelato essere una delle destinazioni principali per la risaputa propensione al risparmio tipica degli italiani ed a fasi alterne la crescita del loro valore è stata una delle certezze del risparmiatore italiano. Si stima che oltre il 75% delle famiglie italiane possegga almeno una casa di proprietà e che esista più di un immobile per cittadino (fonte ISTAT e Agenzia delle Entrate).
Ma gli investimenti immobiliari sono ancora da considerare sicuri ed a basso rischio? Rappresentano senz’altro uno degli impieghi a disposizione dei risparmiatori. Tuttavia è opportuno considerare il mercato immobiliare esattamente come tutti gli altri strumenti finanziari, approfondendone i fattori positivi e le criticità come per qualsiasi altro investimento.
Tra i fattori importanti da considerare quando si valuta un investimento immobiliare, se ne distinguono almeno cinque: la valutazione, le tasse e le imposte, la locazione, la manutenzione e l’illiquidità.

Vediamone solo alcuni nel dettaglio.
Per quanto riguarda la predisposizione a rivalutarsi nel tempo, se è vero che ogni immobile fa storia a sé, è però vero che negli ultimi 15 anni il valore di un immobile in Italia è sceso in media del 10%. Tenuto conto anche dell’effetto dell’inflazione, la perdita di potere d’acquisto di un investimento in immobili nel nostro paese è ammontata dal 2005 a oggi a circa il 26%. Più in generale, nel lunghissimo termine, l’investimento in immobili si dimostra meno remunerativo rispetto all’investimento mobiliare. Lo conferma uno studio del 2017 della Federal Reserve Bank of San Francisco che ha analizzato i tassi di rendimento reali delle attività finanziarie e immobiliari, dal 1870 al 2015, in 16 paesi del mondo.
Sulle tasse ed imposte chi di noi non ha sentito dire che sulla seconda casa con l’IMU la sensazione è di pagare un affitto allo stato? E come dicevo prima il futuro non promette bene... Per quanto riguarda invece l’illiquidità dell’investimento, va ricordato come la natura degli investimenti immobiliari sia poco liquida. Per vendere la propria casa, soprattutto a un prezzo ragionevole, serve aspettare a volte diversi mesi, se non anni, accettando proposte economiche molto al di sotto delle nostre aspettative. Vanno poi aggiunti anche gli eventuali costi di intermediazione, che sono abbastanza elevati. In ultimo ma non per importanza, ci sono poi da considerare oltre alle tasse altri costi che ben conosciamo sugli immobili, per cui oltre all’ IMU e tasse locali di vario genere, ci sono spese condominiali, pagamenti delle utenze domestiche, costi per la ristrutturazione e si fa sempre più concreta l’idea di una riforma del catasto.

Alla luce di quanto visto fin qui, con la sola doverosa eccezione della prima casa, per la quale entrano in gioco aspetti personali che possono stravolgere qualsiasi valutazione strettamente economica, è evidente come risulti più efficace una opportuna diversificazione finanziaria, guidata da un professionista.
Un atteggiamento lungimirante è quello di pianificare un’asset allocation che consideri un’ampia diversificazione degli investimenti tra molteplici strumenti finanziari, in modo da ripartire i rischi evitando di fidarsi troppo della propria esperienza o delle credenze popolari ormai non più legate alla realtà.

Se l’argomento vi incuriosisce o se avete voglia di approfondire uno o più di questi aspetti, restiamo a disposizione!

Un caro saluto ed alla prossima!

Fotografia Paolo Zanoboni con la sua collaboratrice Erika Iubei

 


 

Team Paolo Zanoboni - Consulenza Patrimoniale

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p.zanoboni@consulenza-patrimoniale.com

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